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martedì 29 marzo 2016

I DUE ANNI DI SPRAR E L'INVITO ALLA CONTAMINAZIONE RECIPROCA

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I due anni di SPRAR e l’invito alla contaminazione reciproca



Grande festa, lunedì sera, nelle stanze dell’ex scuola di Villafranca, oggi sede di SPRAR Lunigiana. La Giornata Internazionale contro la Discriminazione Razziale è stata infatti occasione per celebrare i due anni di un progetto che, attivato dalla Società della Salute e gestito localmente da ARCI, di giorno in giorno conquista sempre maggior approvazione e entusiasmo. A dirigere l’incontro, che è stato ‘invito alla partecipazione’ e che ha preceduto una cena dai sapori etnici e nostrani, Francesca Formaini, coordinatrice territoriale del progetto, e Carmen Cogliandro, operatrice con delega al bilancio. Al loro fianco Rosanna Vallelonga, direttore della Società della Salute, e Simone Ferretti, responsabile Immigrazione per ARCI Toscana, entrambi soddisfatti per il percorso fatto assieme e orgogliosi per la “buona sinergia territoriale” su cui sempre possono contare. Ferretti ha inoltre sottolineato, sostenuto poi dai Sindaci presenti (Bellesi,Magnani e Manenti), la necessità ormai impellente di trovare un modello di accoglienza unico per rispondere a flussi migratori che sempre più mostrano d’essere fenomeno destinato a durare nel tempo. “Per questo – ha ribadito – occorre trovare e al più presto un modello efficace di riferimento e il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati potrebbe esserlo”.
Potrebbe esserlo perché – con convinzione di tutti e velata ‘denuncia’ da parte di Sindaci e responsabili – “il solo esempio di buona accoglienza”. Potrebbe esserlo perché attivo in Italia da oltre dieci anni e oggi diffuso capillarmente lungo tutta la penisola. Potrebbe esserlo perché realtà strutturata, con sovrintendenza del Ministero degli Interni e un controllo costante da parte degli enti incaricati. Potrebbe esserlo per le politiche attive poste quotidianamente in essere e tutte rispondenti al principale scopo di offrire un’accoglienza integrata, ossia di dare non solo vitto e alloggio ma anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento perché ogni migrante possa riappropriarsi, gradualmente, della propria vita, adesso da costruire in un altro Paese e in tutt’altro tessuto sociale.

È su questo che gli operatori lavorano ogni giorno, curando ogni aspetto delle vite e delle storie dei trentun ragazzi che attualmente beneficiano del progetto. Lo dicevamo: non garantiscono soltanto vitto e alloggio. Si occupano della loro salute, nel confronto quotidiano con Società della Salute e medici di base e grazie al supporto importante del dottorSacchelli, per tutto ciò che è profilassi e informazione, e del dottor Guidi, per quel che riguarda etnopsichiatria e sanità mentale. Si occupano della loro formazione garantendo un corso interno d’italiano di 10 ore settimanali, la partecipazione ai corsi CPIA locali e percorsi di formazione professionale individuali, resi possibili da un’ormai consolidata collaborazione con l’agenzia Masterform e dal supporto perenne del Centro per l’Impiego. Grazie a questo, SPRAR Lunigiana per i propri ‘accolti’ ha ottenuto, dall’inizio a oggi, oltre 16 tirocini formativi e 7 sono quelli previsti per l’anno corrente. A corredo di tutto ciò, moltissime attività socio-culturali fatte e in programma, forti della rete che giorno dopo giorno si sta costruendo insieme a scuole, associazioni e altre realtà del terzo settore. Nel 2015 SPRAR Lunigiana ha realizzato e preso parte a eventi, iniziative e manifestazioni di varia natura e portata, dando vita a momenti di reciproco scambio e felice condivisione. Fra questi, oltre a tornei di calcio cineforum e gite, sono senz’altro da segnalare l’utile laboratorio di economia domestica condotto dall’Associazione Donne di luna e “Il mondo è servito”, laboratorio di cucina internazionale con cene settimanali aperte al pubblico. In via di consolidamento le relazioni con gli istituti scolastici e in particolare con il Liceo Classico di Aulla, che ha già previsto di avviare, per i propri studenti, stage estivi presso lo SPRAR: “È una notizia fresca e crediamo sia un buon risultato per noi e un’occasione preziosa per chi deciderà di coglierla – sottolinea Carmen Cogliandro – non solo perché opportunità di confrontarsi per la prima volta con il mondo del lavoro ma soprattutto perché opportunità di mettersi in gioco umanamente e di conoscere da vicino persone, problemi e mondi dei quali molto spesso si sa poco o niente”.

È l’idea che una “contaminazione reciproca” sia possibile che permette di immaginare nuovi grandi progetti – nuovi laboratori (di disegno, teatro, cucina), gite insieme a Farfalle in Cammino, momenti dedicati all’interscambio linguistico-culturale e molto altro ancora. Ed è la stessa idea che tiene viva (e allegra) la partecipazione, che fa brillare gli occhi dei presenti e che fa sì che siano in molti, al termine dell’incontro, a lasciare nomi e contatti. Per disegnare nuovi e utili percorsi, insieme.

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